In occasione dell’insediamento del nuovo rettore dell’Università della Basilicata, Prof. Ignazio Mancini, è utile riflettere sulla necessità di una maggiore sinergia tra l’ateneo lucano e il mondo produttivo, sociale e culturale della regione in continuità con il lavoro svolto dalla rettrice Aurelia Sole, cui va il nostro ringraziamento. L’Università della Basilicata, oltre a svolgere attività didattica e ricerca, è chiamata, infatti, insieme alle parti sociali, a dare un fattivo contributo alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio delle azioni attuate dalla Regione Basilicata. Da questo punto di vista, quindi, ci aspetta un intenso lavoro sinergico da fare per destinare e spendere nella maniera più oculata e produttiva possibile le ingenti risorse che saranno riversate alla nostra regione grazie al Recovery Fund. Inoltre, vorremmo provare a costruire insieme all’Università della Basilicata quel virtuoso rapporto tra attività di ricerca e capacità di un sistema regionale di essere innovativo per cogliere la sfida dello sviluppo sostenibile e dell’utilizzo massiccio delle tecnologie per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

La Basilicata, con le sue potenzialità, mai fino in fondo esplorate, e con le sue criticità, mai fino in fondo comprese e risolte, ha bisogno di un pensiero nuovo che la proietti nel futuro senza troppa nostalgia per un passato segnato da gravi disfunzionalità. L’Università della Basilicata può essere oltre che il luogo del sapere, dello studio, della conoscenza, della ricerca applicata anche il luogo in cui gli studenti lucani si appassionano alla determinante sfida di dare un futuro a questa terra, risolvendo, con l’applicazione dello studio e l’esercizio della passione civica, le criticità oscure di un territorio che non può permettersi più emigrazione ed abbandono dei piccoli comuni, tessuto connettivo di un territorio che altrimenti si avvia alla desertificazione sociale. A questo proposito rappresenta un segno importantissimo l’istituzione della facoltà di medicina dal prossimo anno, che oltre a creare un presidio di grande valore occupazionale, costituisce anche un segno tangibile di un sempre più stretto legame tra Unibas e condizioni di sviluppo regionale che favoriscono l’aspirazione dei giovani lucani ad immaginare un futuro possibile nella loro terra.

In questa ottica di potenziamento e centralità dell’università lucana rientra anche la valorizzazione delle risorse umane, del personale amministrativo dell’Unibas che contribuisce e deve contribuire a rendere efficiente una istituzione cosi importante. Infatti, l’insediarsi di nuovi corsi di studio e l’erogazione di nuovi servizi agli studenti richiede che siano stanziate risorse aggiuntive al personale tecnico amministrativo, valorizzando il fondo per il trattamento accessorio, e al contempo avviare un percorso di reclutamento di nuovo personale che con il pensionamento di numerose unità rischia di determinare una situazione di sotto organico. Il nostro auspicio è che si possa presto riflettere di questi e di altri temi al cospetto del nuovo rettore con rinnovato spirito partecipativo nella convinzione che il dialogo tra mondo accademico e sociale sia un fondamentale presupposto di crescita non solo economica della nostra regione.