La bocciatura da parte del Tar della proroga dei contratti di trasporto pubblico impone una seria riflessione alla giunta regionale e l’avvio senza ulteriori indugi di un confronto di merito con le parti sociali per una nuova governance del settore che abbia come stella polare l’efficienza e la qualità della mobilità delle persone. La Fit Cisl, prima di tutti, denunciò l’impossibilità della proroga dei contratti in essere e la conseguente necessità di attenersi alle disposizioni e agli indirizzi contenuti nel regolamento europeo n. 1370/2007.

Purtroppo l’ottusa ostinazione del governo regionale nel perseguire la logica del rinvio e delle proroghe ha determinato un’ulteriore perdita di tempo in una congiuntura in cui proprio il tempo rappresenta la risorsa critica. Non è infatti pensabile affrontare la ripresa produttiva di settembre e la contemporanea riapertura delle scuole senza un assetto ben definito dei trasporti regionali, anche in ragione della necessità di adeguare i servizi alle misure di contenimento della pandemia, che dai dati di questi ultimi giorni, sembra stia sempre in agguato.

In tal senso, diventa ancora più urgente adottare, come più volte sollecitato dalla nostra federazione di categoria, un protocollo regionale vincolante per le imprese del trasporto locale e la costituzione di appositi comitati aziendali che assicurino un monitoraggio capillare della situazione nei vari vettori per una gestione ordinata e responsabile dei trasporti a tutela della sicurezza e della salute delle famiglie, dei lavoratori e degli studenti. Oggi è ancora più urgente superare l’approccio consortile che ha caratterizzato finora la governance del settore e adottare una visione innovativa e sistemica del trasporto pubblico regionale, con un unico soggetto gestore che assicuri anche un’unica bigliettazione, nonché un medesimo contratto per i lavoratori che per troppo tempo hanno pagato l’arretratezza del sistema imprenditoriale del settore.

Le crescenti e ormai conclamate difficoltà sul piano finanziario e operativo di molte aziende del settore, con continui ritardi nel pagamento degli stipendi e l’impiego di mezzi di trasporto vetusti, rendono ancora più attuale la proposta lanciata dalla Cisl ben cinque anni fa di varare un’azienda unica regionale e un piano dei trasporti in grado di legare i territori attraverso una più sistemica rete di trasporti pubblici, dove efficienza e qualità del servizio debbono garantire quel salto di qualità che il settore attende da troppo tempo. L’emergenza sanitaria rende tale soluzione non più rinviabile.

Enrico Gambardella