Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, ha partecipato questa mattina alla manifestazione di Napoli indetta dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm per sollecitare un cambiamento profondo delle politiche del governo in materia di industria, crescita e occupazione. Altre due manifestazioni si sono tenute in contemporanea a Firenze e Milano a corollario dello sciopero generale di otto ore di tutto il comparto metalmeccanico.

“Oggi a Napoli – ha detto Gambardella – è scesa in piazza l’Italia che non vuole credere alle favole e che rivendica giustamente misure e risorse concrete per la crescita e il lavoro. Su questi due punti e sulla gestione dei tanti tavoli di crisi l’azione del governo è stata discontinua e contraddittoria. È mancata finora la capacità di governare fenomeni complessi e di programmare una strategia nazionale di sviluppo industriale. Si è spesso preferito strumentalizzare crisi industriali drammatiche con il solo obiettivo di racimolare un po’ di consenso ma senza sbocchi concreti per i lavoratori”.

“Anche in Basilicata siamo alle prese con tante crisi industriali e fortemente in ritardo per quanto riguarda gli investimenti su innovazione, ricerca e istruzione che sono i tre pilastri su cui si deve reggere un modello di sviluppo che abbia l’ambizione di tenere la nostra regione agganciata alle regioni più ricche e progredite d’Europa. Da qui deve ripartire il dialogo con la nuova giunta regionale con l’obiettivo di tradurre in atti concreti la volontà di confronto che ha espresso il presidente Bardi incontrando la delegazione di Cgil Cisl Uil”, ha concluso il segretario della Cisl.

In un post pubblicato sulla pagina Facebook della Fim Cisl Basilicata, il segretario generale Gerardo Evangelista si è detto soddisfatto per la riuscita dello sciopero: “La partecipazione dei lavoratori alle tre manifestazioni di Milano, Firenze e Napoli – ha scritto – è l’aspetto che ci dà maggiori soddisfazioni e ci spinge a proseguire nel nostro impegno quotidiano a tutela del lavoro e dei lavoratori”.