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La riforma della pubblica amministrazione presentata dal governo Renzi? “Poco ambiziosa e molto superficiale”. Il segretario della Cisl Basilicata, Nino Falotico, boccia la riforma Madia e invita il governo a un confronto serio con le parti sociali. “Se Renzi vuole davvero cambiare la pubblica amministrazione – commenta Falotico – allora deve cambiare verso perché quella presentata è una riformina facile facile che prosegue nel solco sbagliato dei suoi predecessori, vale a dire continuare a colpevolizzare il lavoro pubblico piuttosto che estirpare alla radice con un buon diserbante l’erba cattiva della corruzione e degli sprechi che si annida negli interstizi dello Stato e delle autonomie locali”.

“I recenti fatti di cronaca – continua il segretario della Cisl lucana – hanno messo in chiaro quello che la Cisl dice da tempo, ovvero che la corruzione è figlia di troppo Stato, troppe regole, troppe stazioni appaltanti e troppi appalti. L’idea che basti dimezzare i permessi sindacali, che pure non intendiamo ostacolare per senso di responsabilità, per rendere più efficiente la pubblica amministrazione è non solo sbagliata ma controproducente. Al fine di evitare che questa riforma sia solo un paravento, il presidente Renzi deve disboscare la giungla delle oltre 30 mila stazioni appaltanti della pubblica amministrazione nelle quali si annidano miliardi di sprechi e ruberie, come da ultimo dimostrano i casi Expo e Mose. Una buona riforma della pubblica amministrazione non può prescindere dalla piena valorizzazione del lavoro pubblico e delle tante eccellenze che, nonostante il blocco dei contratti nazionali e la campagna di denigrazione degli ultimi anni al grido di ‘abbasso i fannulloni’, continua a tirare la carretta negli ospedali, nelle scuole, negli enti locali e in tutte quelle strutture che forniscono servizi ai cittadini, molto spesso con livelli qualitativi superiori al settore privato”.

“La riforma prospettata dal governo è dunque poco ambiziosa e molto superficiale in quanto manca un disegno unitario e una visione di lungo periodo su come dovrebbe essere la pubblica amministrazione del futuro. Noi pensiamo che si debba partire dai lavoratori e dai cittadini e fare un’opera di disboscamento dei troppi enti che a vario livello intermediano risorse pubbliche sottraendole ai servizi. Per una vera e radicale riforma occorre insomma aggredire gli sprechi, semplificare i livelli di governo, ridurre drasticamente i centri di costo e il numero dei dirigenti, fare una seria legge contro la corruzione. Su questi punti la Cisl è pronta a fare la propria parte, ma se il governo proseguirà sulla strada dei provvedimenti spot, la reazione del sindacato non si farà attendere. Non intendiamo scioperare ma già dai prossimi giorni metteremo in campo una grande campagna informativa unitaria sui posti di lavoro su fisco, lavoro e revisione della legge Fornero sulle pensioni”.