Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, esprime rammarico per la scelta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri in visita allo stabilimento Fca di Melfi, di non incontrare una delegazione dei sindacati confederali. “Sarebbe stato utile e opportuno – spiega il segretario della Cisl – incontrare tutte le forze sociali della regione per fare il punto sui tanti dossier aperti e, in particolare, sui gravi ritardi infrastrutturali che impediscono alla Basilicata di agganciare il treno dello sviluppo. La fabbrica non è un’oasi nel deserto ma vive di relazioni con il territorio, e se il territorio è carente di infrastrutture materiali, immateriali e sociali, il divario con il resto del paese non può che aumentare, come ha opportunamente evidenziato la Svimez nel suo recente rapporto sull’economia del Mezzogiorno”.

“Oggigiorno, una realtà di assoluta eccellenza industriale come Fca, proiettata stabilmente in una dimensione globale, si trova a convivere con un panorama produttivo e occupazionale in forte difficoltà e con una rete di collegamenti arcaica e inadatta a sostenere le attuali esigenze di mobilità delle imprese e delle persone. La Basilicata rischia nel giro di pochi anni di restare tagliata fuori dai grandi flussi logistici per effetto dei progetti infrastrutturali in corso d’opera lungo l’arco che collega la Campania alla Puglia. Si sta materializzando lo scellerato disegno di chi vede nella terra lucana un mero fornitore di risorse naturali e di capitale umano da mettere al servizio della crescita e dello sviluppo di altri territori; un disegno che cancella la storia e calpesta la dignità di un popolo orgoglioso e laborioso come quello lucano”.

“Al presidente del Consiglio avremmo voluto dire che la Basilicata ha bisogno di un impegno straordinario e continuo nel tempo su almeno quattro fronti: portare al 34 per cento la percentuale degli investimenti pubblici; ammodernare la rete dei collegamenti su gomma e ferro, in molti punti fatiscente, e potenziare le infrastrutture logistiche; rafforzare la governance pubblica con l’obiettivo di elevare la capacità degli enti territoriali di programmare e utilizzare le risorse pubbliche; investire sul capitale umano e sull’innovazione tecnologica”.

“Questa è l’agenda di una regione che vuole guardare con fiducia al futuro e che non intende rassegnarsi passivamente al declino come destino ineluttabile della storia. Su questo come Cisl intendiamo costruire nei prossimi mesi una strategia di interlocuzione e di elaborazione culturale con le forze vive e creative della società civile lucana con l’obiettivo di tradurre il pluralismo delle idee in un pensiero nuovo per una nuova Basilicata”, conclude il segretario della Cisl.