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Ennesimo pesante tonfo per il settore delle costruzioni. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, che commenta con forte preoccupazione i dati Istat resi noti nei giorni scorsi sulla produzione nel settore delle costruzioni. Dati che disegnano un quadro a tinte decisamente fosche. Tra febbraio e marzo – dice l’Istat – l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito infatti del 4,1 per cento, mentre nei primi tre messi del 2013 lo stesso indice ha registrato una flessione del 7,2 per cento rispetto al trimestre precedente. Su base annuale l’indice corretto per gli effetti di calendario si è ridotto a marzo del 20,9 per cento. Nella media dei primi tre mesi del 2013 – dice sempre l’Istat – la produzione nelle costruzioni è scesa del 12,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

falotico-1“I dati sono eloquenti nella loro gravità e tratteggiano uno scenario di vero e proprio declino del settore delle costruzioni”, commenta il segretario della Cisl, evidenziando che “lo stallo degli investimenti in opere pubbliche e i cronici ritardi nei pagamenti dei lavori già realizzati hanno acutizzato la crisi del comparto con effetti devastanti sul lavoro”. Per Falotico “non ci sarà alcuna ripresa se non si riattiveranno gli investimenti pubblici e privati in edilizia, con un occhio di riguardo al completamento della piccole e grandi infrastrutture di mobilità e alle nuove frontiere della bio-edilizia e del recupero strutturale e architettonico dei centri storici. Per questo nel piano del lavoro, della crescita e della coesione messo a punto da Cgil, Cisl e Uil, anche sulla scorta del lavoro di elaborazione fatto in questi mesi dai sindacati e dalle rappresentanze datoriali di categoria, ampio spazio è dedicato alle misure per il rilancio delle costruzioni, come il piano per l’edilizia residenziale, il programma regionale di recupero del patrimonio edilizio esistente e il piano per la messa in sicurezza sismica e funzionale delle scuole”.

Per Falotico “va inoltre rapidamente realizzata la stazione unica appaltante sulle opere pubbliche e colta l’opportunità delle buone condizioni climatiche per far partire o ripartire i cantieri già operativi, assicurando al contempo il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione, così come stabilito dal governo nazionale, per introdurre liquidità nel sistema e assicurare la sopravvivenza di tante imprese del settore e la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro”.