Dura presa di posizione delle segreterie regionali di Fim, Uilm, Fismic e Uglm sullo sciopero proclamato in Fca dall’Usb in polemica con l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus. “È incredibile che in una fase così delicata del gruppo Fca ma soprattutto per lo stabilimento di Melfi si proclami lo sciopero su di una vicenda che nulla ha a che fare con il lavoro e con i lavoratori. Mentre alcuni lavorano quotidianamente affinché si possano costruire le basi per il futuro industriale dello stabilimento di Melfi, alla luce del nuovo piano industriale annunciato dall’ad. Marchionne il 1° giugno 2018, altri – sedicenti sindacati – per mera pubblicità giocano sulla pelle e sul futuro dei lavoratori”.

“Purtroppo per loro, i lavoratori di Melfi, oltre ad aver dimostrato negli anni di essere persone serie, hanno quella maturità e quella responsabilità di affermare che il lavoro è davvero un bene comune, attraverso la non adesione a questo fantomatico sciopero, che lede l’immagine e risulta essere fuorviante rispetto alle problematiche vere – ovvero il lavoro – che da sempre rappresenta il fulcro e l’obiettivo nobile di ciascuna organizzazione sindacale”.

Sulla questione il Corriere della Sera oggi riporta alcune dichiarazioni del segretario della Fim lucana, Gerardo Evangelista, e del leader nazionale dei metalmeccanici della Cisl, Marco Bentivogli. Intervistato dal giornalista Roberto Di Vico, Evangelista sottolinea che “nell’epoca dei social ognuno può inventarsi la sua, compreso lo sciopero indetto da una sigla totalmente ininfluente in fabbrica e che spera in questo modo di avere maggiore visibilità. Ma è un modo di fare sindacato ai limiti del cinismo e non ha nessun collegamento con i problemi reali della fabbrica”. E sul nuovo piano industriale ribadisce: “Melfi è stato sempre un laboratorio di cultura industriale e la scelta dell’ibrido sarebbe perfetta”.

“Sullo sciopero di Melfi ha ragione Evangelista”, aggiunge Bentivogli, ma sottolineando che “i compensi dello sport, dei manager e delle star dello spettacolo hanno fatto saltare ogni correlazione morale con il salario dei lavoratori. Lo stipendio di Ronaldo, lo dico da juventino, è solo uno dei tanti e questa montagna di denaro non ha nulla di dignitoso”.