Cisl: manovra economica da cambiare

È stato presentato questa mattina a Potenza, nel corso di un attivo unitario di Cgil Cisl Uil, alla presenza del segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, il documento confederale con le proposte di modifica alla legge di bilancio 2019.  In una sala gremita in ogni ordine di posto al museo archeologico provinciale, le tre sigle sindacali hanno sottolineato i limiti della politica economica del governo giallo-verde, proprio all’indomani della cena tra il premier Conte e il presidente della commissione Europea Juncker. Pur ravvisando elementi di discontinuità rispetto al passato, per Cgil Cisl Uil la manovra economica del governo “mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del paese e di un disegno strategico che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro”.

Molto critico l’intervento del segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che non ha lesinato critiche al governo Lega-M5s e ai contenuti di una manovra che “nasce senza il confronto con le organizzazioni di rappresentanza del lavoro”. “Sarebbe stata necessaria una manovra di bilancio del tutto diversa, puntando davvero ad un piano di investimenti produttivi, cominciando ad abbattere il debito e liberare risorse, ma questa linea politica è del tutto estranea al governo giallo-verde. Ma Conte fa sapere che per quanto riguarda la crescita e gli investimenti verrà creata una cabina di regia a Palazzo Chigi. Qualcuno doveva avvertirlo che quando si creano cabine di regia vuol dire che siamo alla frutta. Imperterriti si va avanti nella finzione di una grande serenità”.

Per il numero uno della Cisl “le priorità devono essere gli investimenti e il lavoro; le infrastrutture materiali e le infrastrutture sociali per ridurre le disuguaglianze; la messa in sicurezza del territorio; la riduzione dei divari territoriali. Su questi punti si sarebbe dovuto intervenire coraggiosamente con un piano di investimenti finalizzato a crescita e sviluppo sostenibile. Alcune operazioni sembrano mere partite di giro, poiché per finanziare gli interventi vengono ridotti altri strumenti, o si prefigurano ulteriori nuovi tagli sul welfare. Sul fisco si sceglie di non abbassare le imposte a lavoratori e pensionati e di non combattere seriamente l’evasione fiscale, ma si annulla il criterio della progressività a favore di pochissimi e si prova a rilanciare l’ennesimo condono fiscale”.

Enrico Gambardella

Gambardella ha osservato che “la somma delle spese previste per reddito di cittadinanza, pensioni, riduzione delle tasse unite alle risorse necessarie per non fare aumentare l’Iva, non quadra. Il rischio che si pone è che una parte di queste spese dovranno essere finanziate con meno trasferimenti reali su sanità e istruzione, modello periferie, su una politica di contenimento del turn-over necessario nel lavoro pubblico e su tagli di agevolazioni fiscali e ampliamento della logica dei condoni. Con una mano si riducono le tasse a un milione di cittadini con l’altra si aumenta l’Irpef per famiglie di pensionati e lavoratori”.

“Si poteva decidere lo stesso di cambiare la Fornero e di combattere la povertà – ha aggiunto il segretario della Cisl – facendo pagare i ceti alti e intervenendo sui grandi patrimoni e sui grandi capitali. Si poteva decidere anche di far crescere gli investimenti e il lavoro, di finanziare di più sanità, scuola e ricerca, puntando sul futuro, Invece si è scelto la flat tax, favorendo i più abbienti, e di fare un ennesimo condono per gli evasori. Il sindacato è sempre stato contrario all’austerità e favorevole a scelte che puntino a rilanciare l’economia e gli investimenti. Dobbiamo, però, capire come utilizzare le risorse disponibili per ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni, per fare investimenti e per discutere di assistenza e previdenza”.

“Il nostro giudizio sulla una manovra che ignora tutto ciò, che è incapace di rispondere a queste esigenze di merito dalle quali dipendono la ripresa dell’economia e dell’occupazione, non può che essere negativo”, ha detto ancora Gambardella sottolineando che “è arrivato il momento di correggere la manovra economica aprendo un confronto anche con le parti sociali. Noi abbiamo la nostra piattaforma unitaria, con proposte responsabili che rappresentano le istanze di milioni di lavoratrici e lavoratori. Il presidente del consiglio Conte farebbe bene ora ad aprire un dialogo chiaro non solo con le istituzioni europee, ma anche con il sindacato se vogliamo salvare il paese da una grave crisi finanziaria che avrebbe ripercussioni terribili per la vita di milioni di italiani”.

Questo il documento completo presentato questa mattina.