Cgil Cisl Uil: “Dietro la violenza contro le donne c’è la cultura maschilista”

L’ennesima violenza è stata consumata sul corpo di due donne. Un’altra brutalità che si viene a sommare alle agghiaccianti storie di violenza sessuale figlie di quella cultura machista che agisce indisturbata e che vive nella convinzione di poter disporre liberamente del corpo di una donna a proprio uso e consumo.

Il Coordinamento Donne CGIL CISL UIL Basilicata, esprime il proprio sdegno e più profondo turbamento per l’ignobile atto inferto a Marconia di Pisticci ai danni di due minorenni, di origine inglese, violentate da un branco di uomini. Sofferenze inflitte dallo stupro che vanno ben oltre il momento dell’aggressione, che lasciano nelle superstiti cicatrici fisiche e psicologiche per il resto della loro vita e che hanno un profondo impatto sulle famiglie, sulla comunità, sulla società.

Dalla sezione sulle violenze di genere del Rapporto annuale rilasciato dal Ministero dell’Interno emerge che più di 10mila donne ogni anno denunciano qualcuno per stalking. Nei primi due mesi del 2020 le violenze sessuali denunciate in Italia sono state 715, cioè 41 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da marzo in poi però, quindi con l’entrata in vigore del lockdown, il dato si è arrestato di molto, ad innalzarsi invece è stato quello delle violenze domestiche: sono state 59 le donne uccise nel primo semestre del 2020, il 77% degli omicidi sono avvenuti in ambito familiare ed affettivo ed hanno riguardato persone di sesso femminile.

Dal 22 marzo in poi il numero verde contro la violenza e lo stalking (il 1522) messo a disposizione dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha mostrato un incremento esponenziale delle chiamate e delle richieste d’aiuto. Il numero delle persone che si è rivolto a questo servizio è stato di 11.920, di fatto quasi il doppio rispetto allo stesso periodo (marzo-maggio) del 2019.

Il sindacato da sempre si occupa di prevenire e ascoltare il grido di dolore delle donne, che spesso si sentono sole mentre subiscono violenze, tutelandole e costruendo un percorso di intervento specifico ma episodi di violenza come quello di Marconia mostrano che quanto finora fatto non basta: la violenza di genere non è una questione emergenziale ma è un fenomeno sociale, culturale, sistemico e strutturale che nasce e si nutre della disparità di potere tra uomo e donna, per questo per contrastarla sono necessarie politiche globali ed integrate, concrete e non demagogiche, di prevenzione, sensibilizzazione, formazione, oltre ad una strategia articolata e un lavoro tra attori impegnati su fronti diversi, al fine di proteggere le donne e punire gli autori di reato.

Sono le famose «3P» della Convenzione di Istanbul (prevenzione, protezione e punizione) inserite nel «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020» per riconoscere i segnali della violenza maschile contro le donne e per garantire il diritto delle donne a vivere finalmente libere dalla violenza attraverso azioni specifiche.

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