“L’auspicio del presidente del consiglio Draghi sulla possibile riapertura di una parte delle scuole dopo Pasqua in Basilicata rischia di essere vanificata dalla mancanza di un piano strategico per la sanificazione degli edifici e lo screening del personale”. È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che chiede alla giunta regionale di “convocare con la massima urgenza un incontro con tutte le parti coinvolte per definire un piano e un crono-programma degli interventi”.

“Abbiamo verificato che in molte parti della regione – spiega il segretario della Cisl – non si è fatto niente per mettere le scuole nelle condizioni minime di sicurezza per riaprire, così come è stato fatto ben poco sul capitolo collegato del trasporto locale. Questo succede perché si è deciso di guardare alla scuola in modo parcellizzato invece che come un sistema complesso in cui convergono molteplici piani. Il risultato è la paralisi che vediamo oggi, con una situazione particolarmente critica che si registra nel lagonegrese. Purtroppo, anche questa volta è stato sprecato tempo prezioso nonostante la decisione assunta dal presidente Bardi, che noi abbiamo condiviso, di non riaprire immediatamente le scuole”.

Secondo Gambardella “una riapertura improvvisata, senza la bonifica preventiva dei plessi scolastici, una campagna periodica di tamponi per il personale e gli studenti e un buon avanzamento della campagna di vaccinazione del personale scolastico, sarebbe stata deleteria. Oggi la situazione non è dissimile da quella di dieci giorni fa. Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a sollecitare la costituzione urgente di un tavolo di programmazione tra la Regione, la direzione scolastica regionale e le organizzazioni sindacali per definire un programma di interventi in grado di far aprire le scuole, almeno le primarie, il prima possibile e nella massima sicurezza per tutti”, conclude il segretario della Cisl.