Riforma Fornero, sindacati ricevuti in prefettura

2015-10-14 12.08.39Si è tenuto stamane a Potenza il primo dei due presidi regionali promossi da Cgil, Cisl e Uil per rivendicare la modifica della riforma Fornero. Nel pomeriggio si replica a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, alle 17. In mattinata i segretari generali Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro sono stati ricevuti dal vice prefetto per illustrare i punti principali della piattaforma pensionistica. Per Cgil Cisl Uil è necessario abbassare l’età di accesso alla pensione reintroducendo la flessibilità in uscita, anche per favorire il turn-over e quindi incrementare l’occupazione giovanile. Cgil Cisl Uil rivendicano inoltre il varo della settima salvaguardia per i lavoratori esodati e l’applicazione della cosiddetta “opzione donna”, misure entrambe – precisano i sindacati – che non hanno bisogno di nuove coperture finanziarie. Infine, sanare alcuni tra i più macroscopici “errori” della legge Fornero: dai problemi della cosiddetta “quota 96” per il personale della scuola ai requisiti pensionistici per il personale ferroviario.

Ai sindacati confederali, intanto, non è piaciuta affatto la decisione del governo di rimandare l’intervento sulle pensioni al 2016. Per Summa, Falotico e Vaccaro “decidere di non decidere come ha fatto il governo in consiglio dei ministri è sbagliato”. Netto il giudizio della triplice sulla legge Fornero: “Una legge che è stata fatta male e ha fatto molto male ai lavoratori perché ha introdotto elementi di forte rigidità nel sistema pensionistico, danneggiando sia i pensionandi che i giovani in cerca di occupazione. Il ripristino della flessibilità per accedere alla pensione – hanno detto Summa, Falotico e Vaccaro – è una necessità che viene riconosciuta da tutti”. Pieno sostegno, infine, al negoziato in corso tra il ministro del Lavoro Poletti e le federazioni dei pensionati sulla rivalutazione delle pensioni, argomento oggetto nei mesi scorsi di un sentenza della Corte costituzionale, “sentenza recepita solo in parte dal decreto del governo”, accusano i sindacati.

l.c.