Il Primo Maggio i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil della Basilicata alle 8.30 si recheranno alla tensostruttura del Qatar (Ospedale San Carlo Potenza) per ringraziare medici, infermieri, operatori e volontari impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza. A seguire la delegazione sindacale si sposterà sulla strada Potenza-Melfi, subito dopo l’uscita di San Nicola di Pietragalla, dove, a partire dalle 10, si terrà un sit-in sul tema strategico delle infrastrutture e per rilanciare la necessità di un piano straordinario di infrastrutture per connettere la Basilicata al resto del Paese. “L’Italia Si Cura con il lavoro” è lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per la Festa dei lavoratori di questo anno per ribadire con forza che la ripartenza in sicurezza per il nostro Paese è possibile.

In una fase tanto difficile della vita del Paese, in cui c’è bisogno di ripartire nel segno dell’unità, della responsabilità e della coesione sociale, Cgil Cisl Uil vogliono ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia. Il 2021 continua ad essere colpito dalla emergenza sanitaria che già lo scorso anno ha messo tutti a dura prova; qualcosa, però, si muove, grazie alla campagna vaccinale, simbolo della speranza e principale via d’uscita dalla grave emergenza in cui ci troviamo. È necessario ripartire in totale sicurezza, consapevoli che il lavoro e il vaccino sono le uniche strade possibili a poter garantire un futuro migliore.

La Basilicata che reagisce dovrà essere la regione aperta alla sfida delle infrastrutture. Risulta infatti la regione con l’indice di dotazione infrastrutturale più basso d’Italia (il 40% di quello medio italiano). L’indice di accessibilità delle regioni italiane, che valuta la qualità del percorso da seguire per raggiungere i sistemi locali del lavoro dai nodi circostanti (casello autostradale, porto, stazione ferroviaria, aeroporto e centro merci) relega la Basilicata al penultimo posto.

Occorre rilanciare gli assi strategici di connessione con l’esterno, investendo nelle grandi direttrici infrastrutturali di collegamento ma anche nella viabilità secondaria, tema fondamentale per il riscatto delle aree interne della regione e per surclassare i freni dell’isolamento.

Dal pacchetto di opere previste si possono generare almeno 3.000 occasioni di lavoro già fin dai primi mesi, una battaglia di sviluppo reale dei sistemi produttivi insediati sul territorio e per la competitività dell’intera economia regionale post-Covid. Un piano di opere per cui il sindacato confederale lucano si batterà contro ogni ritardo e resistenza.

Chiediamo alla Regione di accettare la sfida per rilanciare gli investimenti infrastrutturali con una visione integrata, coraggiosa e innovatrice e con una nuova politica economica in una prospettiva euro-mediterranea e globale dell’Italia, affrontando con una visione strategica e di lungo respiro i problemi dell’automotive (Stellantis), dell’agro-alimentare, della difesa del suolo e della forestazione produttiva, della ripresa del turismo e delle attività culturali.

Negli ultimi tempi il confronto sindacati-Giunta regionale ha fatto primi passi in avanti; è tempo di passare dai buoni propositi ai “fatti”, a partire dal Piano regionale strategico di sviluppo fortemente intrecciato al PNRR.

La Basilicata si salva con una grande, forte alleanza per il suo nuovo sviluppo. Un’alleanza di un largo fronte istituzionale e sociale coincidente nella visione e nelle decisioni necessarie per dare inizio a una nuova storia di progresso e di avanzamento sociale. È questo il nostro modo di declinare lo slogan nazionale per questo Primo maggio, perché la Basilicata, come l’intero Paese, si cura con il lavoro.