Petrolio, Cgil Cisl Uil invocano l’intervento del governo

Portare la vertenza petrolio al tavolo del governo nazionale. Questa la richiesta fatta da Cgil, Cisl e Uil al presidio che si è tenuto questa mattina davanti al centro olio di Viggiano al cospetto di diverse centinaia di lavoratori del Cova e dell’indotto. Nel corso di una conferenza stampa in esterna i segretari generali Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro hanno inoltre comunicato che venerdì prossimo alle 10.30 si terrà un incontro in Regione per un esame della situazione. Nessuna pressione nei confronti della magistratura, è la linea dei sindacati confederali, che chiedono però un rapido accertamento dei fatti per non compromettere la tenuta del settore e i posti di lavoro. Nel solo indotto, stando a fonti sindacali, sarebbero già circa 300 i lavoratori in cassa integrazione a seguito del fermo produttivo del centro olio, un numero destinato rapidamente a salire se si allungheranno i tempi.

2016-05-16 10.53.00“Portare la vertenza ai tavoli nazionali – ha detto Falotico conversando con i giornalisti – vuol dire attivare tutti gli strumenti necessari ad ammortizzare gli effetti sul lavoro. Oltre al ruolo di Eni e magistratura c’è un ruolo che devono esercitare le istituzioni in considerazione del fatto che ci sono 3 mila famiglie che vivono con il groppo in gola. La magistratura ha il diritto-dovere di fare ciò che va fatto per l’ambiente e la salute, ma contemporaneamente bisogna tenere alta l’attenzione e dobbiamo essere fiduciosi che si possa sbloccare quanto prima il centro olio per poter ridare serenità ai lavoratori. Questo diremo al tavolo in Regione di venerdì e ci auguriamo che arrivi quanto prima la convocazione al ministro dello Sviluppo economico, perché questa vertenza non può restare una questione locale”.

2016-05-16 11.06.55Tutta la strategia di Cgil, Cisl e Uil ruota sul rapporto tra ambiente, salute e lavoro. “In questi anni sono emerse tutte le fragilità nel sistema dei controlli – ha aggiunto Summa – la Regione ha rinunciato a svolgere la funzione di assicurare i controlli necessari a mantenere l’equilibrio tra ambiente e lavoro. Dobbiamo andare oltre gli slogan. Affermare che bisogna trovare un punto di equilibrio tra ambiente e lavoro significa la tutela dell’ambiente non può essere delegata alle imprese. La Regione deve fare due operazioni: dotarsi di una struttura robusta per i controlli ambientali investendo in risorse umane e tecnologiche e fare chiarezza con l’Eni per capire quali sono i suoi programmi industriali, cosa intende fare in quest’area e capire se ci sono state responsabilità in questi anni. La magistratura deve fare fino in fondo il suo lavoro senza pressioni indebite”.

2016-05-16 11.10.41“Cgil, Cisl e Uil, pur nel rispetto del lavoro dei magistrati, hanno messo al primo posto la ripresa delle attività perché ci sono lavoratori che possono essere penalizzati se, come si profila, la vertenza dovesse andare per le lunghe”, ha detto Vaccaro evidenziando e “c’è una aspetto da ribadire: c’è un dispositivo della magistratura che consentirebbe ad Eni di riaprire il centro olio. Noi diciamo che si può riprendere l’attività con un atto di responsabilità della stessa Eni. Riprendere l’attività secondo le prescrizioni della magistratura non vuol dire ammettere che c’è qualcosa che non va. La giustizia farà il suo corso e accerterà le eventuali responsabilità del caso, ora il problema è riprendere le attività, per questo diciamo che questo sito deve diventare un sito d’interesse nazionale con l’obiettivo di attivare tutti gli strumenti e le risorse finanziarie per difendere i posti di lavoro e non creare discriminazioni tra i lavoratori”.