Il Dipartimento per la Coesione economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, responsabile della programmazione nazionale dei fondi europei per il periodo 2021-2027, ha attivato, a partire dallo scorso maggio, cinque tavoli di confronto relativi ai cinque obiettivi previsti dalle bozze del Regolamento generale dei fondi: 1) Europa più intelligente; 2) Europa più verde; 3) Europa più connessa; 4) Europa più sociale; 5) Europa più vicina ai cittadini.

Le riunioni coordinate dal Dipartimento per la Coesione hanno visto la partecipazione dell’Agenzia per la Coesione, di rappresentanti dei ministeri di riferimento per i singoli obiettivi, dei rappresentanti di tutte le Regioni e del partenariato economico e sociale (rappresentanza delle imprese e sindacati). Ai partecipanti è stato chiesto di produrre un loro contributo scritto per ognuno dei cinque obiettivi. Ogni singola Regione, quindi anche la Basilicata, ha prodotto delle proposte i cui contenuti, però, non sono stati condivisi con il partenariato economico e sociale regionale.

Eppure, a livello nazionale il coinvolgimento del partenariato ha prodotto contributi incisivi, come il documento comune di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sui contenuti e metodi per la redazione dell’Accordo di partenariato tra Italia e Unione Europea. In tal senso, è perciò fondamentale trasferire l’esperienza nazionale, imperniata sul dialogo attivo con le parti economiche e sociali e che sta producendo eccellenti risultati, anche nella nostra regione. In tutta la fase programmatoria è indispensabile che gli attori sociali ed economici lucani siano coinvolti perché portatori di interessi e proposte delle collettività che rappresentano.

Stiamo parlando di decidere come devono essere allocate ingenti risorse finanziarie, che per la Basilicata nella programmazione in corso 2014-2020 ammonta, al netto dei Programmi Operativi Nazioni, a circa 1,8 miliardi di euro. Dove è possibile trovare un altro strumento di sviluppo del nostro territorio con un pari importo di risorse? Le royalties del petrolio e dell’acqua hanno valori, rapportati al periodo considerato, di gran lunga inferiori. La Cisl ritiene che almeno 1/3 dei fondi attribuiti alla nostra Regione vada al FSE+ poiché questo Fondo ha maggiori compiti rispetto alla precedente programmazione avendo al suo inglobato sia la priorità dell’occupazione giovanile, che prima aveva un finanziamento dedicato, sia le risorse per gli aiuti agli indigenti, anch’esse in precedenza finanziate con un fondo specifico.

Inoltre il FSE+ dovrebbe contribuire a realizzare non soltanto le priorità abituali (occupazione, politiche attive, formazione, inclusione etc.), ma anche la piena attuazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali; tutto questo alla luce del fatto che in questi anni il partenariato lucano non hanno mai fatto mancare il suo apporto in termini di idee e critiche costruttive nella gestione delle diverse programmazioni europee precedenti.

Gennarino Macchia
Segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata