“Oggi abbiamo detto al governo che sul Mezzogiorno bisogna cambiare registro perché non è tollerabile che si continui a depredare il Sud per avvantaggiare le aree più ricche e sviluppate del paese”. Lo ha detto, al termine della manifestazione nazionale di Cgil Cisl Uil a Reggio Calabria, il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, visibilmente soddisfatto per i dati di partecipazione: “La nostra è stata la delegazione sindacale più numerosa della Basilicata”, ha detto il segretario della Cisl, “e questo ci riempie di orgoglio ma ci carica anche di responsabilità”. Poi un affondo sulla politica economica del governo giallo-verde: “Il governo non faccia finta di niente: c’è un pezzo importante del paese reale che da mesi scende in piazza per chiedere che il cambiamento annunciato sia concreto. Il tempo della propaganda – continua Gambardella – non può durare all’infinito perché prima o poi la realtà bussa alla porta e presenta il conto”.

“Questa iniziativa – ha aggiunto il leader sindacale – non è politica, né può essere liquidata come una manifestazione di protesta: noi siamo qui per proporre una politica economica alternativa e per rivendicare l’apertura di un tavolo di discussione con l’esecutivo e risorse vere per il rilancio delle politiche per il Mezzogiorno su crescita, lavoro, opportunità per i giovani, parità di accesso ai servizi essenziali come sanità e istruzione”.

Parlando dei progetti di autonomia differenziata, Gambardella ha aggiunto: “Non ci piace l’Italia differenziata che si muove sul solco di un dualismo territoriale che invece va superato perché solo con il Mezzogiorno l’Italia può ripartire e giocare un ruolo di primo piano in Europa e nel mondo. Gli indicatori economici confermano che senza il Sud il paese arranca e se il paese arranca vuol dire che peggiorano le condizioni di vita prima di tutto delle fasce sociali più deboli, come lavoratori e pensionati. Il nostro auspicio è che a Roma come a Potenza – conclude il segretario della Cisl – chi oggi ha la responsabilità di guida delle istituzioni comprenda che senza il confronto con il sindacato e i corpi sociali intermedi la politica fa spesso scelte sbagliate e controproducenti”.