Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota della segretaria generale della Felsa Cisl Basilicata, Luana Franchini, e del segretario generale della Cisl Fp Basilicata, Pino Bollettino, sulla stabilizzazione del personale in somministrazione nella sanità.

Con una  recente sentenza la n. 16061 decreto del 25.06.2019,  il  Tribunale di Napoli ha aperto di fatto  un percorso per la stabilizzazione anche del personale S.S.N. che abbia svolto periodi di lavoro in somministrazione;  il giudice indica infatti anche per questi lavoratori, come sempre sostenuto dalla Funzione Pubblica Cisl e dalla Felsa Cisl, una strada di stabilizzazione attraverso il ricorso al comma 2 dell’art. 20, che finora non era mai stato affermato in modo tanto esplicito ed, anzi addirittura negato. 

In più  viene chiarito che, oltre alla previsione del D.Lgs. n. 75/2017,  che al comma 2 dell’art. 20 amplia la platea dei candidati alla stabilizzazione, includendo anche i lavoratori con rapporto di lavoro a tempo determinato, nel caso specifico del S.S.N. si applicano, in quanto legge speciale,  le disposizioni di cui all’art. 1, comma 543, della Legge n. 208 del 28.12.2015 (così come richiamato dal comma 10 del cd. Decreto Madia), la cui efficacia è prorogata al 31.12.2018 per l’indizione delle procedure concorsuali straordinarie e al 31 dicembre 2019 per la loro conclusione. 

Il Tribunale di Napoli specifica che la locuzione “altre forme di rapporto di lavoro flessibile” debba intendersi come comprensiva anche dei rapporti in somministrazione, così come individuati dall’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, ed estende questa interpretazione anche al comma 2 dell’art. 20 del decreto Madia, nella logica di assicurare la continuità dei servizi sanitari e della pubblica assistenza. 

La Funzione Pubblica Cisl Basilicata e la Felsa Cisl Basilicata intendono avviare un confronto di merito con la Regione Basilicata e le Aziende Sanitarie al fine di adeguare le linee guida ed i bandi di concorso emanati e  di prossima pubblicazione per provvedere alla stabilizzazione di tutti i rapporti di lavoro che intercorrono da molti anni con il personale presente all’interno delle medesime amministrazioni con contratto di somministrazione, perché si ritiene di dover tutelare la professionalità di tutti quei lavoratori che per decenni hanno fornito la propria attività lavorativa al servizio sanitario  per mezzo di contratti di somministrazione che potrebbero appunto essere facilmente sottoposti al vaglio di legittimità presso le competenti sedi giudiziari. 

I lavoratori in somministrazione, finora inspiegabilmente esclusi dalle procedure concorsuali,   potranno finalmente accedere ai concorsi riservati nella misura massima del 50 per cento dei posti messi a bando come eccezionalmente previsto dalla Legge Madia fino al 31.12.2019 per superare il precariato ed al contempo garantire la continuità dei servizi essenziali di  pubblica assistenza.