“Gli esecutivi si alternano con grande rapidità temporale ma alcun Ministro  sembra intenzionato a programmare un rilancio reale della pubblica amministrazione per attribuirle un ruolo nuovo e più moderno da recitare nel paese Italia”. È quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cisl Fp Basilicata, Pino Bollettino. “Nessuno riesce a delineare e concepire nuove strategie che prevedano maggiori investimenti, l’impiego di nuove risorse. Da anni la Cisl FP ha richiesto a gran voce l’ingresso negli uffici pubblici e quindi l’assunzione di giovani ad alta scolarizzazione per sopperire al mancato turn-over e allo spopolamento diffuso introdotto anche dalla norma previdenziale quota 100”.

“Dispiace dover constatare la difficoltà ancor oggi presente, di concepire la P.A. come il cuore del paese, la sua massima espressione  non si può continuare perciò ad abbandonarla ingiustamente a se stessa. Occorre renderla moderna, informatizzata, competitiva, in grado di produrre ricchezza per l’intera nazione, non costo ma risorsa. Una P.A. consapevole di rispondere alle esigenze dei cittadini per offrire servizi qualificati alla collettività. Le OO.SS. sono impegnate da tempo per ottenere le giuste risorse per i rinnovi dei contratti per più di tre milioni di pubblici dipendenti, ennesimo conflitto atavico, perdurante nel tempo. In contemporanea ci tocca dover superare croniche difficoltà come la mancanza di segretari comunali in più della metà dei comuni della Basilicata. Figura quella del segretario comunale fondamentale per uno corretto sviluppo di tutte le procedure e le attività interne ad ogni amministrazione”.

“Ennesima carenza, ennesima lacuna, frutto della mancanza di una opportuna programmazione, di adeguati piani di sviluppo di previsione in grado di prospettare e prevenire deficit  funzionali e gestionali. Invece no, oggi in Basilicata l’attività amministrativa in numerosi comuni risulta bloccata, conseguenza diretta e immediata i comuni stessi non riescono ad adempiere ai compiti assegnati. Pertanto le stesse risorse nazionali e comunitarie non sono adeguatamente canalizzate e quindi non possono essere utilizzate e sfruttate al meglio. Tale situazione finisce con l’incrementare il disagio sociale, il non ottimale funzionamento dei servizi a vantaggio della collettività. Sono gravemente penalizzati importanti e fondamentali settori come l’istruzione, la sanità, dove in determinati contesti assistiamo a forme di degrado e completo isolamento di tanti cittadini soprattutto nelle aree interne della regione”.

“È indispensabile per un sindacato come il nostro da sempre attento al territorio e alle sue problematiche avviare in tempi brevi un confronto oculato e articolato sulle lacune funzionali come quella dell’esiguo numero dei  segretari comunali capace di minare realmente dalla base l’erogazione di servizi pubblici essenziali, per proporre gli opportuni e necessari rimedi”.