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- Incontro su situazione alla Avelda di Melfi
- Esame congunto concessione ammortizzatori in deroga
- Esame della situazione della Spalberg Production
- Riunione osservatorio regionale sul credito
- Approvazione elenchi mobilità e cig in deroga
- Esame concessione cgis in deroga alla Mastrangelo Sinergie Srl
- Tavolo sulla cigs in deroga per la Pessolano Spa
- Incontro concessione cigs in deroga alla Basil Mec
- Concessione cigs in deroga alla Carrozzeria Leo
- Esame congiunto concessione mobilità in deroga
- Convocazione tavolo di partenariato
- Incontro su ex Mistral e Icam di Baragiano


Si allunga la lista delle aziende in crisi in Basilicata. Questa volta è la Firema, azienda di Tito Scalo che produce motori e quadri elettrici per locomotive, a denunciare problemi di liquidità e la conseguente impossibilità di corrispondere il salario ai circa 800 addetti, di cui 140 in forze nello stabilimento lucano del gruppo. Lo riferisce il segretario regionale della Fim Cisl Basilicata, Salvatore Troiano, a seguito dell'incontro in videoconferenza tenutosi ieri tra la Rsu e il management dell'azienda per fare il punto della situazione.
Il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, considera “sconcertanti le dichiarazioni dei dirigenti Anas circa la mancanza di risorse finanziarie per il completamento delle infrastrutture regionali”. Per il numero uno del sindacato edili della Cisl “qualcuno ai piani alti della politica nazionale deve aver deciso di cancellare la Basilicata dalla carta geografica, solo così si può spiegare una decisione che suona beffarda per le legittime aspettative delle famiglie e delle imprese lucane, che aspettano da decenni opere infrastrutturali di vitale importanza, specie per lo sviluppo delle aree interne e per rompere l'isolamento della regione”.
“Non vorrei che Marchionne parli di Mirafiori perché Melfi intenda”. È quanto sostiene il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Antonio Zenga, riferendosi alle polemiche in corso sul trasferimento in Serbia del nuovo modello che sostituirà Multipla, Idea e Musa. Zenga contesta “l'atteggiamento schizofrenico della Fiat che prima annuncia un sostanzioso incremento della produzione negli stabilimenti nazionali e poi fa gli accordi con il governo serbo per delocalizzare un pezzo importante di questa futura produzione”. 




