Edilizia, via libera al rinnovo del contratto

È stato illustrato ieri pomeriggio a Potenza, nel corso di un attivo unitario di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, l’accordo per il rinnovo del contratto dell’edilizia siglato il 18 luglio con le controparti Ance e Coop. L’attivo arriva a coronamento delle assemblee territoriali con i lavoratori che hanno dato semaforo verde al nuovo contratto. L’intesa, che in questi giorni sta passando al vaglio democratico dei lavoratori in tutta Italia, prevede da un punto di vista salariale un aumento a parametro 100 (operaio comune) di 55 euro (71,50 operaio specializzato), l’aumento di altri 2 euro (a parametro 100, che diventano 2,6 per operaio terzo livello) del contributo collettivo obbligatorio per la previdenza complementare (Prevedi), un aumento totalmente a carico delle imprese delle aliquote per sanità integrativa (0,35% sulla massa salari) e di quelle per il fondo di prepensionamento (+0,10%, arrivando allo 0,20). Previsto anche un versamento di 0,10 per la costituzione di un fondo per incentivare l’occupazione giovanile. Salvaguardato infine il secondo livello di contrattazione territoriale individuando nel 1° luglio 2019 la data per la ripartenza delle trattative di 2° livello. La scadenza del contratto è stata fissata al 30 settembre 2020.

Per i segretari generali di Filca, Fillea e Feneal di Basilicata, Michele La Torre, Enzo Iacovino e Cosimo Damiano Paolicelli, “con questo rinnovo, raggiunto dopo mesi di duro negoziato, viene salvaguardata e anzi rilanciata la funzione salariale del contratto in piena sintonia con l’accordo interconfederale del 9 marzo scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, che riconosce al contratto nazionale un triplice scopo: salvaguardare il potere di acquisto dei salari, sviluppare il welfare integrativo e favorire la contrattazione territoriale. Tutto questo mettendo al centro il sistema delle casse edili, autentica specificità del settore delle costruzioni, che dovranno rafforzare la loro mission istituzionale a tutela del lavoro e dei lavoratori”.

Nel nuovo contratto dei lavoratori edili è previsto anche il rilancio delle scuole edili e dei Cpt per la sicurezza, con una particolare attenzione alla formazione dedicata alle nuove tecniche costruttive, ai nuovi materiali e all’industrializzazione 4.0 del cantiere. Tra le novità più significative il potenziamento del fondo nazionale per il ricambio generazionale, “per favorire il raggiungimento del pensionamento anticipato agli edili che abbiano i requisiti soggettivi individuati da apposito regolamento”, e l’istituzione di un fondo per incentivare l’occupazione giovanile “anche al fine di qualificare sempre di più il settore”. Inoltre, per la prima volta è stata “riconosciuta la possibilità alle partite Iva presenti in cantiere di poter accedere alle casse edili, in particolare alla formazione, all’aggiornamento e alle prestazioni relative a salute e sicurezza. Si tratta di un caso concreto di contrattazione inclusiva per ricomporre diritti e tutele che si rivolge potenzialmente a circa 200 mila persone, non imprese artigiane, figure specialistiche come restauratori, archeologi, geometri, architetti, ecc.”.

Si valorizza la funzione del sistema bilaterale tradizionale in materia di welfare “con la costituzione del fondo nazionale paritetico per l’assistenza sanitaria integrativa a favore di tutte le maestranze e degli impiegati, alimentato da un’aliquota dello 0,60% a favore degli operai, da versare in cassa edile su un minimo di 120 ore e da un contributo specifico dello 0,26% della retribuzione per gli impiegati. La cassa edile svolgerà la funzione di sportello a favore degli operai”. Adesso le sfide da affrontare “sono la lotta al dumping contrattuale, e quindi l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, e la vera ripresa del settore, con la realizzazione delle infrastrutture necessarie al rilancio del Paese e con l’accelerazione della cantierizzazione di più opere possibili. Con questo contratto le parti sociali confermano l’importanza di investire su un sistema di relazioni industriali che sempre di più deve mettere al centro l’impresa e il lavoro di qualità, scommettendo sul futuro del settore”.