«I dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia fotografano una regione che fatica a ritrovare un sentiero di crescita stabile. Il ristagno dell’economia lucana, in particolare industria e agricoltura, in controtendenza rispetto al Mezzogiorno e alla media nazionale, non è una sorpresa, ma rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di sottovalutare. Continuiamo a pagare un’eccessiva dipendenza da pochi grandi comparti produttivi, a partire dall’automotive, e scontiamo ritardi strutturali che richiedono risposte coraggiose e di lungo periodo». È quanto afferma il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo commentando il rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia lucana. «La crisi produttiva dello stabilimento di Melfi e dell’intera filiera dell’automotive ha avuto effetti evidenti sull’andamento del comparto industriale e sui livelli occupazionali. È necessario consolidare i primi segnali di ripresa legati all’avvio dei nuovi modelli, ma è evidente che da soli non bastano. Serve accelerare il percorso di rilancio industriale, accompagnare la transizione tecnologica, rafforzare le competenze dei lavoratori e sostenere gli investimenti delle imprese affinché la Basilicata possa recuperare competitività e attrattività. Per questo rilanciamo la nostra proposta di una cabina unica di politica industriale con l’obiettivo di dare sistematicità agli interventi a sostegno dei comparti produttivi».
Il segretario della Cisl lucana sottolinea inoltre come «i dati sul mercato del lavoro confermino luci e ombre. Infatti, se da un lato cresce l’occupazione e aumentano le retribuzioni reali, dall’altro resta forte il ricorso agli ammortizzatori sociali nell’automotive e i salari continuano ad essere inferiori ai livelli precedenti alla crisi del 2008». Secondo Cavallo «va nella direzione giusta il significativo incremento della partecipazione femminile al lavoro, un segnale positivo che deve essere sostenuto con servizi, conciliazione e politiche attive capaci di trasformare la partecipazione in occupazione stabile e di qualità». Per il numero uno della Cisl «anche i segnali positivi contenuti nel rapporto, come la crescita del credito alle imprese e alle famiglie, la solidità patrimoniale del sistema produttivo, l’andamento favorevole delle costruzioni e la tenuta del turismo, devono essere valorizzati attraverso una strategia di sviluppo più equilibrata, capace di diversificare la base economica regionale, rafforzare le filiere locali e sostenere innovazione, sostenibilità e buona occupazione con una strategia di lungo periodo e non con politiche e interventi di piccolo cabotaggio. La Basilicata – conclude Cavallo – ha bisogno di una nuova stagione di concertazione tra istituzioni, parti sociali e sistema produttivo. È il momento di costruire un vero patto per lo sviluppo che metta al centro lavoro, partecipazione e investimenti. Solo attraverso una visione condivisa sarà possibile trasformare i timidi segnali di ripresa in crescita stabile, inclusiva e duratura, restituendo fiducia alle imprese, ai lavoratori e soprattutto ai tanti giovani che oggi guardano con incertezza al proprio futuro nella nostra regione».

