La Cisl nazionale vara la nuova squadra

collage_secr

Si è svolto questa mattina a Roma il Consiglio generale della Cisl che, dopo l’investitura a segretario di Annamaria Furlan per le dimissioni di Raffaele Bonanni, ha votato i componenti della nuova segreteria. Quattro le new entries e altrettante le uscite. Sono stati riconfermati Luigi Sbarra, Piero Ragazzini e Maurizio Petriccioli, che saranno affiancati da Giovanna Ventura (segretario generale della Cisl Piemonte), Maurizio Bernava (Cisl Sicilia) Luigi Petteni (Cisl Lombardia). A completare la squadra il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina. Escono dalla segreteria nazionale Pietro Cerrito che ricopre l’incarico di presidente del Caf Cisl, Paolo Mezzio che diventa invece vicepresidente dell’Inas Cisl, Fulvio Giacomassi che ricoprirà la carica di presidente del Fondo pensionistico integrativo della Cisl e Liliana Ocmin che diventa responsabile del nuovo Coordinamento nazionale presso il Dipartimento Politiche migratorie, giovani e donne.

Nasce dunque nel segno della generosità e della disponibilità di chi esce e di chi entra la nuova segreteria confederale della Cisl targata Annamaria Furlan. Una riorganizzazione che prevede anche una vigilanza maggiore sulle gestione delle risorse interne e dei regolamenti. Il tutto per rendere la Cisl sempre più pronta ad affrontare le sfide che il sindacato ha davanti, in una situazione complicata per il Paese. Il premier Renzi ha ottenuto risultati in Europa sul fronte della flessibilità. Ma, osserva Furlan, questi risultati rischiano di esaurirsi in poco tempo. Serve allora un cambio di passo per favorire davvero investimenti e occupazione.

La Cisl naturalmente è in prima linea con un approccio di merito, a partire dalla legge di stabilità, sulla quale Furlan distingue: bene le risorse per la decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato; bene anche la conferma del bonus da 80 euro, comunque da estendere; e il taglio dell’Irap. Vanno invece cambiati altri provvedimenti: la tassazione sul tfr,
che se resta così metterà una pietra tombale sulla previdenza integrativa; e il taglio drastico sui patronati. Nella manovra, inoltre, mancano completamente altre cose: la rivalutazione delle pensioni e lo sblocco dei contratti pubblici. E la Cisl è al fianco proprio di pensionati e lavoratori pubblici, che si mobilitano rispettivamente il 5 e l’8 novembre.

Guardia alta anche sul capitolo Jobs act, dove servono più risorse per gli ammortizzatori in deroga e nuove politiche attive del lavoro. Quanto allo sciopero generale già dichiarato da altri, la Furlan insiste: serve piuttosto un patto sociale, anche per cambiare il modello contrattuale. Oggi, conclude la leader della Cisl, c’è il rischio che lo scontro mediatico tra il premier e la Cgil ritardi l’uscita dell’Italia dalla crisi. La Cisl vuole invece restare in campo con le sue proposte e la sua ragionevolezza.

Articoli consigliati

[instagram-feed]